A tu per tu con Alessia Polita

Motociclista, pilota nel Campionato Italiano Velocità.
Gran carattere, ragazza vera, tosta, tenace.
Purtroppo sfortunata.
Alessia Polita è tutto questo e molto altro; ha inseguito i suoi sogni vivendoli fino in fondo, fino al giorno in cui quella corsa in sella al suo cavallo a due ruote, piena di libertà e di passione, si è fermata.
E ne è iniziata un’altra.

Quella corsa si è fermata non per puro caso ma perché le protezioni poste a riparo del muro, all’ultima curva del circuito di Misano, non c’erano.
Fa rabbia pensare che una ragazza così viva abbia sofferto e stia soffrendo per colpe non sue, subendo un ribaltamento totale della sua vita, dovendo peraltro far fronte, insieme al suo compagno Eddi La Marra, ai postumi dell’incidente che lo stesso Eddi, pilota anch’egli, subì.
Settantatrè giorni dopo.
Sempre a Misano.

Ognuno si rilassa a modo suo! @eddi_47_ #vallecorsa

Pubblicato da Alessia Polita#51 su Domenica 7 agosto 2016

Alessia, raccontaci qual è la cosa che oggi, chiudendo gli occhi e andando a scavare tra le tue esperienze, le tue ambizioni, i tuoi sogni, ti emoziona di più.
Diciamo che dopo il mio incidente le mie esperienze passate hanno acquisito un valore molto più forte in confronto a quando le vivevo, perché oggi so bene che quello che ho vissuto, in piena salute, è stata una vera e propria fortuna, non dovendo organizzare in modo maniacale tutto quanto per paura di dimenticare i miei “obblighi” di sopravvivenza.
Sono stati 27 anni belli e scegliere una cosa in particolare è veramente troppo difficile.
Quello che ho fatto io in 27 anni una persona normale non lo farebbe in una vita intera.
Nel gradino più alto del podio metto le moto che sono state per me tutta la mia esistenza; quando ancora non correvo c’era mio fratello che lo faceva, quindi il mio mondo ruotava già intorno alle due ruote. La gioia più grande però è stata quando sono riuscita a convincere i miei genitori a correre; loro non erano molto felici, quindi sono riuscita a convincerli soltanto raggiunti i miei 16 anni e quello per me è stato un sogno meraviglioso, ma ho raggiunto la vetta quando sono riuscita a partecipare al Mondiale SuperSport a Monza nel 2013.

Pubblicato da Alessia Polita#51 su Martedì 27 novembre 2012

Facciamo un passo indietro e torniamo a quel maledetto 2013. Misano, quei 73 giorni nei quali tu e il tuo ragazzo Eddi La Marra avete toccato il lato oscuro della vostra passione, del vostro impegno, della vostra vita. Cos’è rimasto e cosa invece è cambiato da quei giorni terribili?
Cos’è rimasto… I ricordi, tanti ricordi. Tante bellissime emozioni. La mia mente è diventata come una videocassetta. Ogni tanto quando voglio sorridere la riavvolgo a qualche anno fa e cerco di ricordare come si stava quando il massimo dei problemi che avevo era la paura di non trovare sponsor per correre oppure non avere i soldi per comperarmi le scarpe che mi piacevano.
Quando tocchi il lato oscuro della vita ti rendi conto di quanto viviamo tutti nella superficialità; vedo gente lamentarsi per cose sciocche e mi fanno pena.
Forse a loro farei fare un giro là, dentro quel lato oscuro, sono certa che i loro punti di vista cambierebbero drasticamente.
Della mia vecchia Alessia è rimasto il carattere, che di certo si è rafforzato molto di più dopo quello che ho passato e devo dire che molte esperienze mi hanno molto disturbato, nel senso buono. Ho visto gente stare male davvero.
Oggi invece sono più forte e ho capito che di amici veri, al massimo, ce ne sono un paio.
Non sono di certo una di quelle che dicono che stanno meglio oggi rispetto a prima, perché non è possibile preferire la perdita e il dolore fisico alla salute, è da pazzi.
Però devo dire che la mia mente è cambiata molto, sono diventata grande in fretta, la scala dei valori è cambiata e sapere di poter passare una buona giornata senza dolori fisici e in buona compagnia, è già una grande dono.
Di noi… un macello! Durante il primo periodo, quando ho saputo che la sedia sarebbe diventata la mia compagna di vita, Eddi mi ha curato in tutto. Dai momenti out, dai giorni in cui stupidamente non avevo voglia di vivere in quel modo, alla cura vera a proprio del mio corpo. Prima che iniziassi a studiare le mie autonomie, era lui che voleva assolutamente prendersi cura di me, mi aiutava a vestirmi a lavarmi, mi spronava quando andavo a fisioterapia. E’ stato un grande uomo a soli 23 anni. Dopo 73 giorni è toccato a lui e per me è stato l’inferno; vero, c’erano i miei genitori, ma Eddi era la mia colonna portante e non solo.
Anche per mia mamma.
Quando lui si riprese è stato un delirio; Eddi stava male perché non poteva più correre, io avevo problemi molto più grandi e non riuscivo a stargli vicino e nemmeno la lontananza ci ha aiutato molto. Ci siamo lasciati mille volte perché facevamo davvero fatica, ma alla fine ci siamo sempre ritrovati. Nessuno dei due poteva stare separato più di un mese dall’altro.
Non dico sia semplice adesso. Ma il tempo darà le sue risposte.

Non dimentichiamo mai quello che eravamo. Perché è il motivo di quello che siamo oggi! // We never forget what we were….

Pubblicato da Alessia Polita#51 su Mercoledì 8 marzo 2017

Misano non è stata una pista molto fortunata nella sua breve storia (Rainey, Tomizawa, tu, Eddi); ci sono motivazioni tecniche, di conformazione della pista secondo te o è puro e semplice caso?
Non sono un ingegnere quindi non so che problema abbia Misano, so soltanto che dove sono caduta io non c’erano protezioni e per una pista che ospita gare del Mondiale è vergognoso. A loro interessa poco. Noi siamo un nome, fuori uno sotto l’altro.
Tomizawa morì a causa dell’erba sintetica posta all’esterno del curvone e devo dire che quel tratto non mi è mai piaciuto; quando piove o con un po’ di umidità si trasforma in una saponetta e lì, con una 600, si arriva di sesta piena. Gli errori che fanno i dirigenti li paghiamo noi sulla nostra pelle e mi piace sottolineare che un conto è la sfortuna (come accaduto a Simoncelli, pura fatalità), un conto è un errore di chi si dovrebbe occupare della sicurezza.
Le modifiche alle piste vengono realizzate sempre dopo il disastro. Misano secondo me dovrebbe fare qualcosa. Appena aperta la nuova pista in senso orario una moto è finita sulle tribune. Cosa sarebbe successo se ci fosse stato qualcuno a guardare? Questi sono errori che si potevano commettere al massimo negli anni ’80, non oggi.

Pubblicato da Alessia Polita#51 su Lunedì 4 giugno 2012

Sei il simbolo della grinta, del non mollare mai; una ragazza che in moto sfidava e batteva colleghi maschi. Tornata a casa hai voluto fare un giro sulla moto, poi la riabilitazione, il kart, il paracadute. Riesci a spiegarci dove trovi tutta questa tenacia?
Ho sempre vissuto di emozioni e adrenalina, sono sempre stati benzina per la mia vita.
Quando mi fermo, si ferma anche la mia mente. Ho bisogno di nutrirmi di tutte le occasioni che offre la vita. Chi ha la fortuna di vivere deve avere il piacere di farlo fino in fondo e non di sopravvivere. La tenacia l’ho tirata fuori a tre anni quando ho rischiato di morire per una grave malattia; da allora ho combattuto sempre per le cose che volevo. Soprattutto per le cose che mi dicevano essere impossibili.

Giornata terminata! Decisamente KO! Mi hanno detto che donne in Nazionale paraplegiche con il monosci non ce ne sono tante 👀👀👀! Gli sport scontati mi piacciono poco! #chissà #sportdivelocita @pietrotrozzi

Pubblicato da Alessia Polita#51 su Mercoledì 8 febbraio 2017

Banalmente e superficialmente chi non conosce la materia tende a unificare le condizioni tue e di Alex Zanardi, un altro simbolo di rinascita, quando invece le cose stanno in maniera molto diversa. Cosa differenzia le vostre esperienze?
Prima o poi Zanardi mi ammazza. Però se voi mi fate le domande… io rispondo. Le patologie sono completamente differenti. Nell’amputazione ti viene tolto un arto (nel suo caso due). Per quanto mi riguarda la paraplegia mi impedisce di sentire e di muovere gli arti e non solo. Parliamo di vescica e tutte le funzioni fisiologiche. Attenzione, non me la faccio addosso.
Ma sono obbligata ad un cateterismo intermittente, ogni sei ore, per poter svuotare la vescica. Stessa cosa per l’intestino. Si blocca e devi addestrarlo ad andare di corpo un giorno si e uno no. Sono obbligata a fisioterapia a vita per le gambe nonostante non funzionino, altrimenti si accorcerebbero tutti i tendini. Devo fare attenzione a non ferirmi perché avendo una circolazione differente sulla parte inferiore ogni ferita si trasformerebbe in piaga se non curata correttamente. Cosa successa a me nel 2014 quando sono dovuta stare per più di tre mesi sul fianco o a pancia in sotto a letto.
Ecco, mi fermo qui ma non ho elencato nemmeno la metà dei problemi che da la paralisi.
Per il resto, Zanardi si è appassionato all’hand bike ma a me non piace per niente. In auto ci va perché ha i soldi per farlo. Quindi quando mi dicono “fai come fa Zanardi” sarebbe meglio che si informassero, perché rischierebbero di farmi irritare e non poco.

Chi si trova la "zavorra" e chi si trova quella che ce L'ha davvero nel sangue. #training #datemiunacazzodimoto #lapolveremetteallegria @eddi_47_

Pubblicato da Alessia Polita#51 su Domenica 14 agosto 2016

Raccontaci un po’ di LadyPolita ONLUS, com’è nata, come si è sviluppata e quali sono i progetti futuri.
La Lady Polita Onlus è nata subito dopo il mio incidente. La mia pensione è di 280 euro, non avevo versato contributi e quindi percepisco quella base. Assicurazioni personali non ne avevo e l’assicurazione incorporata nella licenza agonistica mi ha risarcita di una somma di denaro ridicola. Quindi quel poco budget accumulato l’ho messo da parte per poter sistemare la mia casa futura (quella attuale non risponde alle mie necessità).
La Onlus mi ha aiutato a comprare gli ausili per permettermi di guidare la macchina, a pagarmi spese mediche e visite. Ho potuto rifarmi una sedia nuova prima del tempo perché la prima che avevo non era corretta e mi sono comprata il Triride, un manubrio che si attacca alla carrozzina trasformandola in carrozzina elettrica.
La Onlus è un aiuto importante quindi non posso non ringraziare ogni giorno chi mi aiuta, chi mi ha sostenuto e chi anche con una piccola cifra mi sta aiutando a vivere una vita leggermente più dignitosa.

Pubblicato da Alessia Polita#51 su Venerdì 8 aprile 2016

Sui social sei molto attiva, non ti nascondi, ti mostri per come sei sia nei momenti più difficili che in quelli in cui sei più euforica. In questi anni l’affetto e la vicinanza dei tuoi fans quanto ti hanno aiutato?
Nel primo periodo subito dopo l’incidente sono stati davvero importanti, durante il giorno Montecatone era invaso di persone, ma io non avevo una grande voglia di parlare del mio incidente; nei social ho trovato quasi il mio confessionale, dove condividevo obiettivi, gioie e dolori. Quando mi sono risvegliata dal coma farmacologico mi sono resa conto inaspettatamente che un oceano di persone voleva sapere come stavo e come procedeva il mio recupero. E’ stato quasi un impegno piacevole la sera raccontare loro come andava la giornata e come mi sentivo dentro. Condividere gioie ma soprattutto il dolore mi alleggeriva del peso del mio incidente, quindi ho portato avanti questa cosa anche una volta tornata a casa. I social se sfruttati bene non sono solo un modo per mostrare come ti vesti e come ti trucchi, ma può essere un metodo di comunicazione molto intelligente attraverso il quale sono riuscita in qualche modo a far conoscere a tante persone cos’è la paralisi, le conseguenze che riporta, ma soprattutto credo di aver trasmesso anche il senso della vita.

Alla fine dopo 3 anni il cappello è arrivato a destinazione! Tranquilla ne faccio a meno! 󾍇 #scambioregaliinaspettati #bisognerebbeesserecampionianchenellavitacara

Pubblicato da Alessia Polita#51 su Lunedì 22 agosto 2016

Eddi quest’anno tornerà a correre nel CIV in pianta stabile con la Ducati del team Motocorsa Racing; come lo senti e come vivete insieme la cosa? Per lui c’è un lavoro in sospeso dal 2013 da finire in sella alla Ducati…
Si. Beh devo dire che l’anno scorso quando Eddi si è rimesso in sella ero tesa, l’ho nascosto per tutto il fine settimana, non volevo trasmettergli sensazioni negative; aveva solo bisogno di stare sereno e tranquillo ma nell’ultima gara del CIV, uscita dalla griglia di partenza, sono corsa fuori a piangere.
Ero tesissima, avevo paura che non raggiungesse i suoi obbiettivi, che non si sentisse più all’altezza del 2013 e questo mi faceva male. Aveva quasi dimenticato la tempesta che avevamo affrontato e il fatto che per tre anni aveva vissuto da spettatore; ho dovuto ripetergli per tutto il fine settimana che stava facendo un buon lavoro e non doveva sentirsi deluso. Io non ho potuto mettermi tutto alle spalle e far finta che quello accaduto è stato solo un brutto ricordo, quindi ho dovuto fare un lavoro interiore non indifferente, perché ogni volta che entro nel paddock mi rendo conto di quello che ho perso.
Quindi per tutto il fine settimana metto in un angolino il dolore e sto accanto a Eddi sia fisicamente che moralmente, le cose negative le metto da parte e le affronto il lunedì dopo.
Eddi ha bisogno di questo ed è questo che devo fare.

Le passioni quelle forti sono impossibili daspegnere! @eddi_47_ CORRI LA TUA VITA ANCHE PER ME!

Pubblicato da Alessia Polita#51 su Mercoledì 19 ottobre 2016

Proiettiamoci ora al 2017, immaginiamo che un’idea sul mondiale Motogp tu te la sia fatta. Marquez, Rossi, Vinales, Lorenzo. Dacci un parere sui piloti che animeranno il prossimo mondiale.
Le gare della MotoGP sono talmente tante che puoi solo farti un idea e mai un pronostico, nell’arco di una stagione possono succedere troppe cose. Di certo sappiamo che c’è Marquez che è un gran talento e con lui ci sarà da fare i conti per tutta la sua carriera. Vinales è un gran manico, giovane e con fame di vittorie ed ha tutte le carte per fare molto bene.
Vale sarà sempre un combattente fino all’ultima bandiera a scacchi; vedo bene anche Iannone, forse Belen calma il suo animo irrequieto.
Chissà se quest’anno invece di fare filotto non riuscirà a fare qualcosa di buono. Sarà un bel 2017 e devo dire che sono davvero curiosa di vedere come andrà a finire.

Se le emozioni potessero parlare oggi scriverebbero un libro d'amore! Aria di casa! Dolore mescolato a felicità che nome…

Pubblicato da Alessia Polita#51 su Sabato 2 luglio 2016

Un’ultima cosa. Richiudi un attimo gli occhi e…
Fino al 15 giugno 2013 vedo solo cose belle, non cambierei nulla se non qualche piccolissimo dettaglio. La vita mi ha offerto molto ma la cosa più bella di me è stato sempre il mio spirito combattivo che mi ha portato molti successi, non solo nelle corse. Ho sempre pensato “Se ce la fanno gli altri, ce la posso fare anche io!”.
Non esistono esseri soprannaturali, è la caparbietà che c’è dentro ognuno di noi che ci contraddistingue. Ora riapro gli occhi … e l’unico desiderio realizzabile al momento è che tutti i dolori che ho nel corpo spariscano, dal dolore alla gambe, al mal di schiena terribile, all’intestino che fa un male insopportabile. Poi per riuscire a camminare vedremo. Star bene è la prima cosa, poi al momento vorrà dire che dovrò fare le cose da seduta.
Chiamiamola sfida anche questa.

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