Antoine Rigadeau, Le Roi

Per tanti appassionati sportivi il primo atleta associabile al soprannome “Le Roi” è ovviamente Michel Platini.
Nel mondo della palla a spicchi italiano un altro grande campione d’oltralpe è riuscito a fregiarsi di un nickname così impegnativo: Antoine Rigaudeau, il play di oltre 2 metri che per quasi 6 stagioni ha incantato i tifosi della Virtus Bologna.
Le V Nere lo rilevano nel 1997 dal Pau Orthez, con Antoine eletto già 5 volte migliore giocatore del campionato francese; Rigaudeau mostra da subito le innate doti da passatore e da killer nei momenti topici, mettendole al servizio di una squadra stellare (Danilovic, Savic, Nesterovic, Sconochini, Abbio tra gli altri) e diventando un uomo di fiducia per Coach Ettore Messina.
E’ subito scudetto e, soprattutto, la prima Eurolega per il club felsineo, in un capolavoro difensivo finale con l’AEK Atene, limitata a 44 punti.
L’accoppiata si ripete nel 2001, aggiungendo stavolta anche la Coppa Italia: il roster nel mentre si è stravolto (ora spiccano Ginobili, Smodis, Jaric, Griffith) ma Antoine è rimasto lì, un faro che illumina e coordina questi talenti.
Nel 2000 si può anche fregiare di un argento olimpico a Sidney, arrendendosi onorevolmente solo agli alieni statunitensi; il mattatore della squadra è Sciarra, tuttavia i 29 di Antoine contro la Cina sono fondamentali per il faticoso passaggio del girone.
Prova anche la via dell’NBA: abbandona Bologna (ormai al termine di un ciclo vittorioso stellare e retrocessa per grane finanziare a fine stagione) a Gennaio 2003 per i Dallas Mavericks; l’esperienza si rivela eufemisticamente una delusione: appena 91 minuti giocati in 11 incontri.
Rigaudeau decide saggiamente di ritornare nel vecchio continente con il Valencia, suggellando una carriera da vincente con il bronzo agli Europei 2005.

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