Bud Spencer: il mio nome è Carlo Pedersoli

Carlo Pedersoli, così al secolo e così conosciuto nel mondo dello sport, fu il
primo uomo italiano a scendere sotto i 60 secondi nei 100 metri stile libero; ho scritto “così conosciuto dal mondo dello sport” perché la sua stazza fisica assunse poi nome e cognome diversi per gli spettatori del mondo cinematografico.
La stella della nazionale azzurra di nuoto nacque a Napoli nel 1929 in un rione felice a due passi dal lungomare più conosciuto d’Italia che rinfresca e attira gli abitanti della città partenopea; voglio annotare che condivise con l’erudito Luciano De Crescenzo sia l’aria del rione che le scuole elementari.
Nel 1940 lasciò la città della sua infanzia per trasferirsi a Roma, proprio nella Città Eterna iniziò a girare le prime bracciate nella piscina della società Lazio nuoto.
Nel 1950 nei 100 m stile libero toccò il muretto in 59”5. Un record che lo consacrò come il più forte velocista italiano; l’anno successivo buttò giù altri sei decimi a quel primato, portando il record a 58”9.
Nella sua carriera natatoria conquistò 11 titoli individuali e sono 3 le sue partecipazioni Olimpiche (Helsinki 1952, Melbourne 1956, Roma 1960); tra le prestazioni olimpiche ricordiamo due semifinali raggiunte nella piscina finlandese ed in quella australiana.

Il nuotatore azzurro non nuotò e basta,
la sua vita sportiva non fu costellata solo dalle vittorie nel nuoto, egli non indossò solo cuffia e occhialini, ma allacciò anche la calotta da pallanuotista (nel 1955 fu
medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo di Barcellona), calzò i guantoni da pugile e il costume da lottatore; egli fu un atleta polivalente come pochi a quei tempi, e se lo contestualizziamo ai tempi attuali diremmo come nessun altro.
I suoi 192 cm d’altezza furono notati dalla regia cinematografica ed il 31 ottobre 1967 avvenne il cambio delle credenziali: Carlo Pedersoli mutò in Bud Spencer.
Nei celebri spaghetti-western Bud è un marcantonio barbuto che prende a schiaffi in faccia i cachinni dei guappi che gli si parano davanti. Negli attimi che precedono la rissa le mani si aprono e chiudono come per chiamare il sangue ai muscoli delle braccia, il petto irsuto si apre per incutere timore e l’aria che si respira nell’agone diventa solida.
Anche nelle risse teatrali è Bud ad uscirne vincitore; nelle piscine zittiva gli avversari, sul set ammutolisce a suon di “buffettoni”
(come si direbbe a Napoli) i latrati di quei poveri spavaldi. L’ha riempita eccome la sua vita Carlo Pedersoli, di lui certamente possiamo dire che non è solo esistito, egli ha preso a morsi la vita con quella curiosità che hanno i bambini, necessaria per dire addio ai propri figli con la serenità immersa negli occhi.
Alla domanda “come distingui il successo nello sport da quello nel cinema”?
La risposta sua fu la seguente: quello che ho meritato nello sport è mio e non me lo leva nessuno, quello che ho avuto nel cinema è stato il pubblico a darmelo e mi ha permesso di fare 120 film. Quando dice “il successo nello sport non me lo leva nessuno”, è profondamente sincero.

Carlo, chi può osare toglierti quella soddisfazione che puoi comprendere tu e nessun altro; quel merito conquistato nell’oscurità sentendo il cuore in gola e i crampi allo stomaco, nuotando avanti e indietro in una piscina che sembra non terminare mai specialmente quando vedi i dischi rossi del galleggiante a segnalare i restanti venticinque metri. Il successo nel nuoto ti riempie il cuore di gioia e non le tasche di soldi.

One comment on “Bud Spencer: il mio nome è Carlo Pedersoli”

  1. Antorra Paola ha detto:

    Bello questo articolo, sarà che sono di parte visto che sono la mamma di Pasquale Sanzullo, ma è bello vedere che un giovane nuotatore professionista di 22 anni si dedichi a ripercorrere la vita sportiva di Carlo Pedersoli. Mi farebbe piacere che questo articolo fosse recapitato alla Famiglia Pedersoli. Di recente ho visto l’intervista alla Figlia di Carlo alla Vita in Diretta.

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