Formula 1 Spagna – Hit Parade

Lewis Hamilton – Graziato in partenza da Bottas il quale castra la sua di staccata per proteggere il capitano da attacchi barbari, l’inglese sbuffa ansima e spinge per tutta la gara, in apparenza persa, ma riacciuffata per i capelli sfruttando la virtual safety car, creatura misteriosa di questa Formula 1 post duemila.
Ma la ciliegina sulla torta è il sorpasso a Vettel che certifica la vittoria; di teutonica potenza, senza scampo per l’avversario, la sua Mercedes decolla e se ne va. Muscoloso.
Snap – I’ve got the power

Lewis Hamilton sfrutta il bottone magico per sorpassare Sebastian Vettel

Sebastian Vettel – Parte più forte di un missile a testate nucleare (e di questi tempi…) togliendo adesivi e ossigeno al riporto di Luigino; gara tosta, ma tosta davvero.
Gestisce in testa come uno Schumi dei tempi d’oro, fredda Bottas in stile Mansell, fa a spallate con Hamilton come un Senna inviperito e si arrende solo alla magica accoppiata DRS-bottone Mercedes.
Meritava la vittoria, ma presto tornerà.
Quest’anno Hamilton dovrà ansimare fino a novembre.
Queen – Don’t stop me now

Sebastian Vettel lavora sul tagliafuori

Daniel Ricciardo – Ci si accorge di lui solo nel momento in cui le gentilissime Miss distribuiscono lo champagne sul podio.
Veleggia a 40 giorni e 40 notti dal duo di testa senza nemmeno togliersi la soddisfazione di fare a ruotate con qualcuno. Bottas, o meglio la power unit di Bottas, gli serve il podio su di un piatto d’argento, certificando però un distacco abissale che obbligherà Adrian Newey a rifar la punta al suo tachigrafo.
The Verve – Lucky man

Daniel Ricciardo intento a raccogliere il podio di Barcellona

Sergio Perez e Esteban Ocon – Doppio arrivo a punti a ridosso del podio per il duo rosato targato Force India; risultato accolto con fanfara e confaloni, trombe e giarrettiere ben in mostra, ma in realtà questa non è altro che la conferma di una squadra, di una monoposto e di due piloti che nel corso del tempo hanno mostrato tutte le loro ottime qualità.
Non c’è da stupirsi quindi se dietro al trio dominante si fa largo a fari accesi una macchina che se da lontano somiglia alla 500 di zia Rosina, da vicino va forte per davvero.
Radiohead – No surprise

Esteban Ocon scherza con Rafa Nadal sulla sua somiglianza con Sergio Perez

Kimi Raikkonen – Eppur si muove. Kimi va forte, anche se in qualifica nel solito giro decisivo spegne un attimo la luce (ma beccare solo 2 decimi da un Vettel così non è mica roba per tutti).
Ci si aspetta da lui una gara solidissima ma alla prima curva il bodyguard Bottas evitando di creare problemi a Sir Hamilton scatena una situazione per cui Verstappen Kimi e Valtteri si trovano a dover passare dove persino una nonna con passeggino farebbe fatica.
Risultato, lacrime toccanti di un bimbo tifosissimo di Iceman che, una volta tornato ai box, lo omaggia del suo cappellino scattando una foto che il piccolo Tomàs mai dimenticherà.
Neil Young – Heart of gold

Nella foto uno stranito ferrarista incapace di comprendere il momento che sta vivendo. A sinistra invece il bimbo che ha commosso il mondo.

Valtteri Bottas – Veste i panni del bodyguard di Hamilton stendendo un bel tappetone rosso in partenza, frenando dove frenerebbe la zia Rosina di cui sopra, e allargando le spalle quando, trovandosi Vettel alle calcagna e avendo indosso gomme termiche di sei inverni fa, copre ogni pertugio travestendosi da Vallo di Adriano mobile.
Il destino lo punisce due volte, prima facendo lui subire uno dei sorpassi più belli degli ultimi vent’anni (redatto e controfirmato dal tedesco) e poi rosolando ben bene la sua power unit nemmeno fosse un tedesco in vacanza a Rimini. Vero è che simboleggia il precariato di questo millennio, ma comportarsi da Guardia del Corpo ci pare francamente un po’ troppo. Ma non doveva lottare per il mondiale?
Whitney Houston – I will always love you

Ecco dove avevamo già visto Bottas!

Fernando Alonso – In qualifica spinge talmente tanto sul pedale del gas che rischia di sfondare il telaio della sua McLaren, neanche facesse di cognome Flintstone; il toro delle Austurie però nonostante il settimo tempo in prova esce con le ossa rotte dalla prima curva e viene riportato alla realtà dal pessimo comportamento in gara della sua arancione.
Ma Fernando non è uomo che si arrende; a fine gara doccia veloce e poi via subito direzione Indianapolis dove plana sull’altra McLaren, targata Andretti, per solcare l’ovale più famoso del mondo.
Nelle sue vene non scorre sangue, ma benzina.
Una vita da non morire e non mollare mai.
Oasis – Live forever

Formula 1 Amerrigana – La nuova linea proprietaria a stelle e strisce si temeva potesse travasare nell’austero mondo della Formula 1 troppo show mediatico, preso a piene mani da Wrestling, NFL e chi più ne ha più ne metta.
Beh, al momento la strategia funziona; lentamente ma inesorabilmente i cancelli arrugginiti della Villa più esclusiva degli sport a motore si sta aprendo agli appassionati e il coinvolgimento del piccolo Tomàs al box Ferrari dopo le lacrime per l’uscita di Kimi è uno spot strepitoso che riavvicina il Circus a quella gente che, pagando mezzi stipendi a weekend, il Circus lo ha tenuto in piedi.
Ecclestone forse puzzava di stantìo, ora va decisamente meglio.
Nota positiva infine per le non ingerenze dei commissari di gara alle ruotate in pista; eddai ci voleva molto? Questi so’ ragazzi si, ma prima di tutto racer, nelle viscere.
Guano Apes – Open your eyes

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *