Jorge Lorenzo e i conti con la Storia

Evidentemente quella moto lì ha qualcosa di speciale.
Non è detto sia necessariamente una caratteristica positiva, anzi, la storia dei piloti che hanno provato a domarla si è spesso e volentieri conclusa con lividi, non tanto nel fisico quanto nel cuore.

Ducati dopo la sbornia di vittorie con Casey Stoner ha dovuto necessariamente riallinearsi alla realtà, giocando ad armi pari con la concorrenza non potendo più sfruttare il talento unico e straordinariamente efficace del canguro, l’unico pilota che ha davvero, e senza dubbi, domato la belva di Borgo Panigale.

Si è sempre creduto all’assunto che immaginava aggressivo e “sporco” nella guida il pilota ideale per la rossa; per questo motivo si è cercato Hayden, così come Crutchlow, senza però tenere a mente che non basta maltrattare una moto per farla andare forte.

L’esperienza Valentino Rossi mette sotto i riflettori un altro aspetto.
Il migliore dei piloti-collaudatori, cioè capaci con la loro sensibilità di capire ed indirizzare i tecnici nello sviluppo del mezzo, ha fallito senza nemmeno riuscire in due anni a conquistare il gradino più alto del podio.

La moto nel frattempo si è evoluta, è cambiata, ma pare che il carattere originario, ben diverso dalle sue sorelle da corsa, sia profondamente diverso, difficilmente comprensibile, straordinariamente duro da accordare.

La carta giocata quest’anno dal team Ducati, Jorge Lorenzo, è sicuramente tra le più preziose del paddock; cinque volte campione del mondo tra 250 e Motogp lo spagnolo brilla per pulizia di guida e concentrazione nel martellare inesorabilmente il cronometro.
Ma a metà campionato, a parte il podio di Jerez conquistato in condizioni francamente particolari, nessuna luce in fondo al tunnel sembrava intravedersi.

Il talento di Jorge, così come quello di Valentino ai tempi, non è assolutamente in discussione; ciò che preoccupava era l’incapacità di adattamento del pilota ad un mezzo che sembra arrivare da Marte se paragonato alla Yamaha che lo spagnolo cavalcava trionfante fino allo scorso anno.
Al suo fianco, all’interno del box, Andrea Dovizioso sta vivendo la stagione più bella da quando è in Motogp, affacciandosi ad una lotta per il titolo che ad inizio anno sembrava una chimera; ciò sta gettando lunghe ombre su Lorenzo, considerando le altissime aspettative che si erano riposte su di lui fin da inizio anno.

Ma qualcosa negli ultimi Gran Premi è cambiato; Jorge continua a ripetere di essere tranquillo, di sentire piccoli ma significativi miglioramenti gara dopo gara, sessione dopo sessione, anche se ciò che conta, i risultati importanti, non arrivano.
La sua peculiarità principale, il giro veloce in qualifica, al momento lo ha messo al riparo da ulteriori magre figure, riuscendo a tenere il passo di Dovizioso; ma è la gara, laddove la moto va condotta con margine e facilità per quaranta lunghi minuti gestendo gomme e condizioni mutevoli il suo punto debole.

Jorge è un ragazzo, ormai uomo, con una grande fiducia in sé stesso; ha accettato questa sfida perché riuscire laddove Valentino ha fallito lo avrebbe riposto nell’Olimpo della Motogp.
Non ci sta riuscendo, ma non è detto non ci riuscirà.
Ciò che non deve assolutamente fare è cedere, dare per scontata e per acquisita una situazione di difficoltà che, se non affrontata di petto, diverrebbe davvero definitiva.

Ancora è presto per un bilancio definitivo, ma il pericolo che a fine anno, di fronte ad una classifica ai limiti dell’accettabile, Jorge prenda atto di una situazione impossibile da volgere a proprio favore, volgendo lo sguardo verso altri lidi, può essere forte.

Lo ha fatto Melandri, lo ha fatto Valentino; non lo ha fatto Dovizioso e siamo sicuri non lo farà Lorenzo.
Jorge ha un vantaggio, enorme; se fallirà potrà dire, e pensare, che anche il pilota più vincente degli ultimi quarant’anni ha dovuto gettare la spugna.
La tranquillità che ostenta davanti alle telecamere viene da lì, dalla consapevolezza che nulla potrà compromettere la sua forza, nemmeno un addio anticipato, uno zero rotondo nella casella delle vittorie con la rossa.

Ed è proprio per questo motivo che siamo sicuri potrà farcela.
Un Jorge Lorenzo ancora non completamente a suo agio è riuscito lentamente a portare sicurezza nelle fasi iniziali di corsa, presentandosi davanti a tutti per svariati giri; mattone su mattone, giro su giro sta costruendo la sua fiducia e una volta che acquisirà gli automatismi necessari a far sua la Desmosedici potrà lottare per la vittoria.
Lo immaginiamo noi, se lo augurano i suoi tifosi, lo sa perfettamente lui.
E allora potrà riscrivere la sua storia.

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