Le Mans 1969, il coraggio di Jacky Ickx

Pericolo.
Questo in una parola ciò che trasmettevano le corse di auto a cavallo tra gli anni sessanta e settanta.
Pericolose sempre, spesso letali.

Una delle competizioni simbolo nella storia delle quattro ruote rimane ancora oggi la 24 ore di Le Mans; il tracciato, ora modificato, ammorbidito, prevedeva in principio una serie interminabile di lunghi rettilinei e curvoni veloci, adatti ad esaltare il talento dei piloti più coraggiosi ma non a dar loro la possibilità di tornare a casa sani e salvi dopo un errore.

Le auto, quelle si, facevano paura; potenti, rabbiose e tremendamente fragili.
Motori muscolari portati al limite abbracciati da sottilissime lamiere, sagomate non per proteggere ma per andare ancora più forte.

Edizione del 1969.
A quel tempo lo schieramento di partenza prevedeva che le auto fossero sistemate a bordo pista a spina di pesce, con i piloti dal lato opposto della sede stradale pronti a scattare per tuffarsi nei loro abitacoli.

Pratica spettacolare, che accompagnata dalle urla di tifosi seduti su spalti coloratissimi rendeva unico questo evento.

Ma c’era un problema; per guadagnare tempo e partire il più in fretta possibile i drivers evitavano accuratamente di allacciarsi le cinture percorrendo cosi la prima ora di gara, fino al cambio pilota, in condizioni di sicurezza pressoché nulle.

Jacky Ickx, intramontabile e poliedrico pilota Belga, passato alla storia per le sei vittorie conquistate proprio sul circuito Bugatti, si rifiutò di accettare ancora una volta i folli rischi di questa pratica; doveva e voleva lanciare un segnale.

Scattato il verde percorse il tratto che lo separava dalla sua Ford GT40 camminando platealmente; entrò nell’abitacolo e con calma olimpica si allacciò le cinture, lasciò sfilare tutte le auto e partì.
Ultimo, ma in assoluta sicurezza.


Durante il primo giro in un terribile incidente perse la vita il britannico John Woolfe, sbalzato fuori dalla sua vettura; altro sangue versato, altre lacrime a bagnare un evento che troppo spesso ci ha ricordato quanto questi ragazzi fossero davvero appesi ad un filo.

Woolfe morì per non essersi allacciato correttamente le cinture di sicurezza.
Ickx aveva avuto ragione.

Quella del 1969 fu l’ultima edizione di Le Mans con il sistema di partenza sopra citato e per regolamento dal 1970 tutti i piloti sarebbero partiti saldamente legati ai loro sedili.

Quasi dimenticavo di dire chi vinse l’edizione 1969.
Beh, mi pare scontato.
“Monsieur Le Mans” Jacky Ickx.

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