Motogp Le Mans – Hit Parade

Maverick Vinales – Solido, veloce, maturo. Gestisce la tentata fuga di Zarco, poi lo passa e detta il ritmo; non riesce a fare il vuoto e resosi conto di ciò si rimbocca le maniche pronto a fare a sportellate con Valentino.
Approfitta dell’errore di Rossi e va a vincere, mollando il terzo ceffone su cinque gare a tutta la truppa.
Meritatamente leader, ora la sua consapevolezza è al massimo.
Se confermerà queste prestazioni con costanza, peraltro già messa in mostra, sarà lui l’uomo da battere.
Pearl Jam – Betterman

Johan Zarco – Questo è un signor pilota. I taccuini dei top team sono inevitabilmente pieni di appunti recanti il suo nome, perché il francese in queste prime cinque gare ha dato spettacolo.
Il suo bello è che non ha paura di misurarsi coi big, con coloro cioè che hanno a disposizione squadre e materiale ufficiale.
Lui no e se ne infischia, dando spettacolo in pista; vederlo guidare di traverso vale il prezzo del biglietto, quel biglietto che porta il suo nome e la prenotazione per i primissimi posti in platea.
Oasis – Rock’n roll star

Daniel Pedrosa – Il nuovo Pedrosa, ora passato sotto le grinfie di Gibernau, è una costante; partiva tredicesimo ma nonostante tutto è lì, sul podio.
Riesce a portare la sua finissima velocità nell’arco di tutta la gara, cosa che negli anni scorsi, vuoi per mentalità differente, per scarsa fiducia nei propri mezzi, non riusciva a fare; mette pressione a Marquez, che cade, e raccoglie il cestino pieno di punti lasciato per strada da Valentino Rossi.
Ora è secondo nel mondiale; aspettiamocelo sempre lì, a bazzicare sul podio, perché Dani quest’anno sembra proprio un altro uomo.
Scorpions – Wind of change

Andrea Dovizioso – Manca sempre un centesimo per fare un euro. Ha dato tutto ma la Ducati in questo momento non è moto da podio; si stressa, rischia, ci prova, ma è fisicamente straziante tenere il ritmo indiavolato della motogp di oggi.
Con questa moto non si può puntare al bersaglio grosso e quindi Andrea raccoglie il massimo, un quarto posto, gentilmente offerto dai rivali.
Le aspettative erano ben altre, soprattutto dopo il Qatar.
Rolling Stones – (I can’t get no) satisfaction

Valentino Rossi – Fa tutto alla perfezione. Tranne l’ultimo giro. Un tempo veder lampeggiare LAST LAP significava esser proiettati nel regno di Valentino Rossi; ci si aspettava una sua acrobazia, un suo attacco, il ko decisivo agli avversari.
A Le Mans invece è proprio lui che va ko; pressione psicologica causata da un Vinales tostissimo? Il fiato sul collo dei nuovi fenomeni mette in crisi Valentino? Le zero vittorie contro le tre del compagno di squadra pesano più di ogni altra cosa?
Forse un po’ tutto questo, forse no, ma ciò che è sicuro è che questa volta Rossi doveva provarci; ci ha provato, è andata male, ci riproverà.
Al Mugello deve vincere, è l’occasione giusta per far vedere che in cima al podio c’è spazio anche per lui.
Metallica – For whom the bell tools

Marc Marquez – A volte somiglia a Superman, altre volte ad un vero e proprio pasticcione. Probabilmente la moto di quest’anno non è quell’arma letale che tanto bene si sposava col suo stile unico e funambolico, ma appare più un mezzo da prendere con le molle e sfruttare “alla Pedrosa”.
Cade mentre era quarto, con Pedrosa alle calcagna, timbrando il secondo zero stagionale.
Sono tanti, sono troppi per chi in testa e nel proprio curriculum ha un solo e unico obiettivo per questo 2017: il titolo mondiale.
AC/DC – Shoot to trill

Jorge Lorenzo – Parte sedicesimo e termina sesto. E’ felice per aver corso ad un ritmo costante, controllando la moto e non lasciandosi portare a spasso come nelle prime uscite.
Probabilmente l’attitudine è quella giusta, pensare positivo aiuta di certo, ma Ducati non ha investito vagonate di quattrini per portare a casa risultati di secondo piano.
La sensazione è che Jorge migliorerà lentamente, sfruttando questa stagione per capire e adattarsi alla moto; un pilota come lui, cinque volte campione del mondo, non può però accontentarsi.
Aspettiamo una gara tosta, da martillo, e il Mugello con il suo rettilineo infinito, può essere l’occasione giusta.
U2 – I still haven’t found what I’m looking for

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