Motogp Mugello – Il trionfo del Dovi, uno di noi

Le belle Storie, quelle con la “esse” maiuscola, passano sempre attraverso difficoltà apparentemente insuperabili, muri forse invalicabili, botte, cadute.
Il bello è proprio quello, perché chi riuscirà ad affrontarle e ad imparare da esse, tornerà e si rialzerà, sempre più forte.

Le colline del Mugello altro non sono che uno stupendo anfiteatro naturale, fatto di dolci e verdi prati che si adagiano in un grande abbraccio con uno dei nastri d’asfalto più belli del mondo.
Da vent’anni circa quelle colline hanno inesorabilmente assunto una tinta via via sempre più gialla, accompagnando vittorie ed emozioni che Valentino Rossi ha regalato a ripetizione.
Spazio per altri non ce n’era e per lungo tempo mai ce ne sarà.

Quello che è successo domenica non è nulla di tutto ciò.
Nessun mito da esaltare o talento straripante capace di strappare lacrime e cuori.
Andrea Dovizioso con la sua tenacia, il suo impegno, la sua grande capacità è riuscito a ribaltare il tavolo sul quale da tempo le carte riportavano sempre le stesse facce.
Carte vincenti, carte capaci di inanellare vittorie e titoli a raffica.
Certo, in condizioni particolari Andrea stesso aveva già vinto due Gran Premi in passato; ma una vittoria “pulita”, asciutta, su un tracciato così selettivo, con i big a braccarlo, quello no.

Ce l’ha fatta; quel tavolo sul quale Ducati aveva calato la carta Jorge Lorenzo, pagato giustamente a peso d’oro, punta di diamante del Team, non ha retto.
Il Dovi fuori dai riflettori, il Dovi analitico, realistico, sincero, lo aveva detto; questa volta me la gioco.
E se l’è presa.

A differenza dei colleghi più titolati Andrea Dovizioso non ha nella sua anima il “lato oscuro della forza”; non ha cioè un carattere capace di bramare la fine dei suoi avversari, capace di manovre oltre il limite, capace di giocarsi il tutto per tutto pur di essere incoronato capobranco.
Senna, Schumacher, Alonso, Rossi, Marquez e tutti coloro la cui impronta è scolpita nella storia dei motori hanno sempre osato oltre il consentito per “schiacciare” chi si era proposto di batterli.

Andrea Dovizioso non farà mai parte di questa schiera di fenomeni accecanti; ma lui sa, e noi con lui, che col duro lavoro tutto è possibile.
E’ possibile costruire una gara memorabile al Mugello, è possibile ripeterla su altre piste (Ducati permettendo), è possibile giocarsi il titolo; ma ad una condizione.
Deve solo credere di più in sé stesso, nei suoi numeri, nella sua fame, nei suoi sogni.

“Un vincitore è solo un sognatore che non si è mai arreso” disse una volta Nelson Mandela.
E ora, per il Dovi, è arrivato il momento di sognare.

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